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Copertina QuagliozziQuando gli uomini non avevano le ali

Cristiano Quagliozzi

Polìmata 2013

ISBN 9788896760352

110 pagine, filorefe

Euro 15,00

 

Collana Tournachon

 

"Quando gli uomini non avevano le ali" è una raccolta di opere artistiche che Cristiano Quagliozzi ha realizzato durante un lungo periodo, con in comune uno stile distintivo e del tutto particolare: all'interno dell'immagine, nessun tratto si sovrappone mai ad un altro. Questo crea un continuo gioco ed un continuo inseguirsi di spazi pieni e vuoti, che nel complesso danno vita a delle immagini oniriche, che lasciano al fruitore la soluzione finale. Un viaggio dai caratteri onirici che una volta completato lascia dietro di se il ricordo di quando gli uomini non avevano le ali.

 

Un breve testo tratto dal volume:

C'era un uomo che un giorno si accorse che sapeva volare, si buttò dalla finestra e tragicamente scoprì che si stava sognando. Ce ne sono altri che saprebbero volare ma soffrono di vertigini e si limitano a nuotare nel mare. Altri invece, se sanno volare o no, non lo sapranno mai perché non sanno sognare. Altri volano e basta, ma solo quando non c'è nessuno che li vede. Si vergognano perché pensano che sia un difetto. Ci sarà un giorno in cui i bambini studieranno sui libri di scuola di quando gli uomini non avevano le ali.

 

Alcune battute tratte dall'intervista fatta all'autore:

L'editore: Come ti definiresti, un artista anarchico, oppure accademico?

Cristiano: Definirsi anarchico implica la presenza di una o più regole intente a definire uno stile “ufficiale” con i suoi canoni estetici e le sue strutture linguistiche. Da più di un secolo, a partire dalle avanguardie artistiche, è stato messo in discussione lo stesso linguaggio che è divenuto di per sé oggetto di indagine, liberando gli artisti dal peso del tempo.

Mentre il secolo scorso era ancora l'accademia a dettare legge nei saloni ufficiali, negli ultimi decenni è quest'ultima che cerca di stare al passo con i tempi correndo dietro alle ultime tendenze, che proliferano con linguaggi sempre nuovi ed inaspettati, amplificati sempre più freneticamente da possibilità espressive e tecniche sempre più sofisticate e frammentate.

Oggi tutta l'arte è anarchica, il resto – a mio parere – si può definire artigianato, parola che per me ha una grande nobiltà.

***

L'editore: Puoi descriverci la tecnica impiegata in questo lavoro e se lo stai costruendo nel tempo?

Cristiano: Sono disegni ad inchiostro che hanno una loro particolarità, nati all’inizio spontaneamente ma con una tecnica che fino ad ora ho utilizzato solo per questo libro, infatti salta subito all’occhio che non sono opere fatte solamente per essere guardate ma invitano a tracciare un percorso all’interno dell’immagine. Nessun segno si incrocia con l’altro così viene liberato dal “gesto”, diventando una linea che ha un ruolo ed uno spazio decisivo all’interno dell’immagine, come una parola all’interno di un testo. Facendo questo ho alleggerito l’immagine dal valore della personalità espressiva in favore della libertà interpretativa. Sono immagini che chiedono di essere lette più che guardate.

***

L'editore: Cristiano Quagliozzi prima e dopo il viaggio che hai intrapreso e che è da poco terminato. Cos'è mutato dentro te?

Cristiano: Si tratta di un viaggio a piedi che ho intrapreso in Italia il 17 Luglio e che è durato fino al 10 di Settembre, periodo in cui mi sono lasciato guidare esclusivamente dall’intuito e dagli eventi in giro per l’Italia.  Ci vorrebbe molto a definire cosa mi ha spinto ad intraprendere un viaggio del genere, intanto posso dire che ad un certo punto della mia vita ho sentito l’esigenza di regalare la maggior parte delle mie cose, di comprare delle buone scarpe, uno zaino, una tenda, un sacco a pelo, un materassino ed una torcia, oltre a qualche vestito tecnico, e mi sono incamminato con il portafogli vuoto. Sono successe un’infinità di cose e la vita mi ha sorpreso ogni giorno, si è instaurato un rapporto con la realtà del tutto particolare che ancora continua a sorprendermi. Al mio ritorno nulla è stato più uguale a prima. Ne sto scrivendo un piccolo libro, soprattutto per ripercorrere con calma quei giorni e condividerne l’esperienza.

 ***

Della pubblicazione sono state realizzate 50 copie numerate e personalizzate dopo la stampa con un disegno al vivo fatto dall'artista.

Copie numerate ancora disponibili: 10 di 50 - Euro 30,00

Prenota la tua copia numerata : manda una e-mail con la tua richiesta a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  (sarà richiesto un anticipo di 10 Euro sul prezzo finale).

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Il nostro intervento presso l'E-campus
durante l'evento "Il posto della poesia - Versi e Voli
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[Cristiano è al minuto 3.35 circa]

Cristiano Quagliozzi

Cristiano Quagliozzi

Cristiano Quagliozzi si dedica attualmente, soprattutto ad opere grafiche. Classe Roma '83, è dall'età di quattro anni che riempie continuamente fogli e fogli di disegni.

Conseguiti gli studi presso il liceo artistico, si laurea nel 2007 all'Accademia delle Belle Arti di Roma (cattedra di pittura - indirizzo Storia dell'arte contemporanea).

Dopo la tesi parte per Parigi, dove rimane un anno; li può dedicarsi allo studio dell'arte archeologica, dei Maestri del passato e dell'arte moderna e contemporanea, passando tutti i giorni dentro musei e generando dentro se una confusione positiva.

Partecipa a numerose mostre collettive e nel 2008 presenta la sua prima mostra personale Concetti Astrali, presso la galleria l'Aquario di Roma, con un ottimo riscontro dalla critica.

È del Giugno 2012 la sua prima performance Parabola del ricco, ideata e realizzata con la performer Fabiola Prato all'interno dell'evento Casa Mostra, la Corte del Contemporaneo.

Negli ultimi anni, sia attraverso azioni performative che attraverso le sue opere, si rivolge alla dimensione del sogno: l'opera diventa un'esperienza da leggere ed interpretare esclusivamente attraverso i suoi elementi, spesso nati da associazioni libere. Una dimensione onirica che da personale si rivolge alla collettività suggerendo, attraverso cortocircuiti culturali ed intimi dell'artista, la rilettura di simbologie che richiamano spesso a miti e religioni, per suggerire nuove visioni.

Nell’estate del 2013 decide di intraprendere un viaggio, unendo il suo percorso intellettuale ad un percorso di tipo geografico; muovendosi prevalentemente a piedi per ritrovare contatto con il tempo e lo spazio, in una dimensione di semplicità e austerità, ha potuto lasciarsi ispirare dal viaggio per nuove opere ed azioni.

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