HomeLe poesie dell'immagine; Guillaume Apollinaire

Le poesie dell’immagine

Le poesie dell'immagine

Guillaume Apollinaire

Polìmata 2010

ISBN 9788896760895

Euro 10,00 (ebook)

collana: Meraviglia, Grazia e Rivoluzione

Traduzione di Claudia Orlandini

Riproduzioni calligrafiche di Alessandro Morino

Introduzione alla raccolta di Giovanni Dotoli

Postfazione di Mario Selvaggio

 

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Poetica dell’autore

Dichiarazione di poetica
di Guillame Apollinaire
da «La Vie», 1914


Il mio ideale d’arte: i miei sensi e la mia immaginazione, nessun ideale, ma la verità sempre nuova. Nessuna ipocrisia, ma la verità del momento, nessun ideale, ma invenzione.
Verità: autentiche falsità, veri fantasmi.
Nessun ideale: ma tutto ciò che esiste: io, i miei sensi, la mia immaginazione; gli altri, i loro sensi, la loro immaginazione; le cose, i loro aspetti, le loro proprietà; le sorprese, gli esseri che generano e quelli che modificano.
Nessun ideale: la sorpresa, l’invenzione, cioè il buon senso sempre inaspettato, sempre imprevisto, cioè la verità.
Nessun ideale: io, gli altri, le cose, la verità.
Io: l’inquietudine, l’esperimento, ridere fino alle lacrime, la libertà, il presente.
Gli altri: le azioni, i gusti, i costumi, gli atti disprezzati e senza importanza, le voci, i linguaggi, il passato.
Le cose: i fantasmi, l’ignoto, l’avvenire.
La sorpresa: la verità. L’eternità.
La sorpresa: la verità. L’eternità.

 

Intro

Questa raccolta propone la traduzione in Italiano di quelle poesie che Guillaume Apollinaire ha realizzato in forma di immagine.
Per la prima volta in Italia abbiamo sia la traduzione di un quantitativo notevole della produzione poetica più affascinante di Apollinaire, sia possiamo godere di questa traduzione nella forma grafica che il poeta ha voluto dare originariamente alle poesie stesse.
Il lavoro è costato un forte impegno, sia nel riuscire a leggere dalle poesie originali parole scritte calligraficamente su biglietti e fogli di un secolo fa, legandole poi ordinatamente tra loro in un significato completo, sia nell’adattare la traduzione migliore possibile alla fedele riproduzione grafica originaria, mantenendo la figura, gli spazi, e dove possibile i gesti e le sbafature dell’inchiostro.
Il risultato è sbalorditivo: poesie dell’immagine messe davanti uno specchio Italiano, che lascia immutata tutta la poesia di un genio che qui da noi è messo oggi inspiegabilmente da parte.

 

Guillaume Apollinaire

Guillaume Apollinaire, pseudonimo di Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowicky (Roma, 25 agosto 1880 – Parigi, 9 novembre 1918), è stato un poeta, scrittore, critico d'arte e drammaturgo francese.

Figlio naturale di un ufficiale italiano, Francesco Flugi d'Aspermont, che non lo riconobbe mai, e di una nobildonna polacca, Angelica de Wąż-Kostrowicky, Apollinaire si trasferì in Francia giovanissimo. Ebbe un'adolescenza instabile e disordinata, trascorsa tra vaste letture e numerosi viaggi, ma con studi non regolari. Conobbe e frequentò artisti d'avanguardia a Parigi, tra i quali anche i poeti Giuseppe Ungaretti e Max Jacob e il pittore Pablo Picasso. Partecipò alle discussioni sul cubismo in gestazione e, nel 1913, scrisse un saggio su questa scuola artistica. Allo scoppio della prima guerra mondiale, sceglie di arruolarsi come volontario, definendo la guerra "un grand spectacle", ma nel 1916 viene ferito a una tempia e subisce un difficile intervento chirurgico. L'interesse per il moderno lo portò a sostenere anche il futurismo di Filippo Tommaso Marinetti e la pittura metafisica di Giorgio De Chirico.

Dato il suo carattere estroso ed irrequieto fu sospettato di essere l'autore del furto del dipinto della Gioconda avvenuto il 20 agosto del 1911 al Museo del Louvre; in seguito a tali sospetti (di cui fu gravato anche Pablo Picasso), fu arrestato ed incarcerato, salvo poi risultare del tutto estraneo ai fatti ed in seguito rilasciato. Del furto risultò poi essere autore un dipendente del Louvre, Vincenzo Peruggia.

Il 1910 inaugurò la vita letteraria del trentenne Guillaume con i sedici racconti fantastici intitolati L'eresiarca & C., mentre nel 1911 pubblicò le poesie di Bestiario o corteggio di Orfeo e nel 1913 Alcools, raccolta delle migliori poesie composte fra il 1898 e il 1912.

Quest'opera rinnovò profondamente la letteratura francese, ed è oggi considerata il capolavoro di Apollinaire insieme con Calligrammes (1918). Sono dei veri e propri componimenti scritti appositamente per formare un disegno che rappresenta il soggetto della poesia stessa.

Per quanto riguarda la prosa si può ricordare Il poeta assassinato (1916), raccolta di novelle e racconti che si articolano tra l'epico e l'autobiografico, ispirati alle esperienze sul fronte francese della Grande Guerra, dove combatté col grado di sottotenente e venne ferito; il dramma Les mammelles de Thyrésia (rappresentato nel 1917), nell'introduzione del quale per la prima volta compare la definizione di dramma surrealista.

Morì di influenza spagnola il 9 novembre 1918, nel suo attico parigino. La sua morte venne scoperta dall'amico Giuseppe Ungaretti. Fu sepolto nel cimitero di Père Lachaise, nella stessa città.

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