E X [T] R A T I O N E collana di materiali verbali
diretta da Ivan Schiavone
Che cos’è l’arte? Prostituzione
[Baudelaire]
Sembra che una mancanza caratterizzi lo statuto attuale della letteratura, mancanza di un orizzonte di condivisibilità, mancanza di un operare artistico che sia pronunciamento etico, mancanza di un dire che sia un fare sul mondo, che sia un fare mondo. Sembra, che questa è l’immagine patrocinata e costruita da un editoria che ha scelto di sacrificare la letteratura in favore di una serie di prodotti letterari di consumo che simulando identità posticce tentino di estinguere il potenziale politico, in senso letterale, che connota, specificatamente, il fare letterario in favore di un fare atto alla consolazione, all'intrattenimento, ad un rispecchiamento generico e controllato. Sembra, che dietro la piana superficie di questa egemonia editoriale s'agitano una serie d’esperienze minoritarie, perché messe in minoranza, che non rinunciano, e non hanno rinunciato, al loro modo di formare come impegno sulla realtà. Per dar voce a queste esperienze e per tornare a darne a quelle passate è nata questa collana.
Quali le modalità tramite cui oggi la letteratura può tornare a tali compiti? Non crediamo riproponendo un’autorialità forte che in nome di un io che ponendosi al di sopra di quello del fruitore replichi il meccanismo servo-padrone, né mediante un procedimento mimetico atto a un rispecchiamento per falsificazione o ad una replica, più o meno realizzabile, d’un mondo che sia, senza essere analizzabile, semplice e linearmente riproducibile.
E allora? Ciò che ci proponiamo di rappresentare è quell'insieme di esperienze che partendo dalla rinuncia ad una letteratura come asserzione d'un io che reclami l'accettazione condivisa spinga, tramite la sua complessità e la sua molteplicità, il fruitore ad un lavoro d'interpretazione, una letteratura, figlia di questo tempo multifocale, che restituisca a chi ne fruisce il senso primo dell'uomo, l'obbligo a decriptare ciò che lo circonda, il mondo, che l'uomo non può e non deve rinunciare a significare. Una letteratura che rispecchi le qualità d’ottusità e fascinazione degli enti e del proprio tempo storico, richiedenti un lavoro continuo di riposizionamento da parte di chi lo osserva per trarne un significato intellettuale, emozionale, esistenziale; ciò nella convinzione che spetti all’uomo, ad ogni uomo, il compito di creare il proprio giudizio di valore e che all’artista spetti il dovere di richiamarlo a tale compito. Ma ciò a cui si mira non è un'arte come costruzione razionale, un atto intellettualistico, che nostra profonda convinzione è che l'unico mezzo per ottenere ciò sia la sensazione, quell’eccedenza che abitando il testo ne veicoli le forze, forze non riducibili al dominio della razionalità, prima imputata per la catastrofe attuale sospesa su questo tempo storico, forze che rappresentano l’unica via di scampo alla logica dell'assurdo in cui viviamo.
Abitare questa dialettica, ereditata da un novecento irrisolto, è il compito che ci siamo proposti con questa collana, abitarla dunque e non risolverla, darne testimonianza. Occorre tracciare la mappa delle realtà contigue che in uno scambio osmotico costante tra poetiche calde e fredde, tra reificazione e significazione, tra sperimentazione e normalizzazione, tra concettuale ed estetico, tra costruzione ed espressione, tra rito, mito e secolo stanno strutturando, celate e potenti, il farsi di una letteratura vittima del nascondimento. Occorre abitare le soglie che permettono tale scambio, il limine in cui confluiscono le rispettive specificità dando vita all’ibrido che dimora in noi, presso cui dimoriamo, per restituire le emergenze attuali e delinearne le genealogie. Farsi segugi delle tracce d’una topica fantasmatica, dei residui del transito dell'alterità nell'ecceità, affinché questo coacervo di frammenti, opere che non cercano l'esposizione ma espongono una direzione, ci renda il senso dei limiti valicabili della costrizione dell’oggi.
Per far sì che la letteratura possa tornare a essere la misura dell'a venire.