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Canti GravitazionaliCanti Gravitazionali

Alessandro Maccagni

Polìmata 2014

ISBN 9788896760338

55 pagine, filorefe

Euro 10,00 (edizione cartacea)

 

collana: Le Stelle Danzanti

 

C'è una forza primordiale, una forza fisica, che agisce quasi come un fenomeno gravitazionale. Tutti ne sono coinvolti, nessuno escluso. Questa forza trascina ogni cosa verso il basso. Non esistono modi per contrastarla. Il potente grido poetico di Alessandro Maccagni la evoca tra le nebbie, il caos, e l’indifferenza delle vite che passano tra i nostri giorni. Canti gravitazionali evoca e rappresenta questa forza, nelle varie forme che ogni volta va assumendo. Un memento per l'umanità intera, che l’autore si fa carico, con coraggio, di rappresentare.

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Dall'intervista all'autore:

Alessandro - "Canti gravitazionali è il risultato di un progetto ben preciso, anche se piuttosto audace: definire un pensiero rendendolo legge o, meglio ancora, una legge fisica. Possiede un'ambientazione terrestre e, allo stesso tempo, alienata. Un'alienazione, in particolare, sottocutanea che trascende il terrestre trasfigurandone le subordinate, emanando terra ed abisso in tutte le sue parti e questo eco che cresce in maniera esponenziale è proprio la mia  poesia, quindi , un'articolazione che per essere troppo dentro irradia fuori, dilatandosi perpendicolarmente, ma con un'impressione verso il basso."

"Non teoria che decada, ma decadimento della teoria. Sono teorie, concatenazioni epistemologiche che filtrano attraverso la miseria umana, cioè si condensano al procedere di questa - dove ogni anatomia vitale confluisce nello scadere, quindi 1 a 0, un punto in meno per la volontà schopenhaueriana: e c'è sempre un punto in meno, ineluttabilmente, e su questa necessaria sconfitta biologica si stirano queste illazioni, che col rigore di tale necessità divengono pure deduzioni - hanno una forma e un'induzione scientifiche, direi più che mai. Che aspetto in poesia? a dire il vero, svuotato di aspettative, scendo ad un compromesso: il ding an sich che sanguini, una teoretica di crolli, speculazioni da macero - l'asse che si stabilizzi al nucleo della vertigine, non tanto come sgomento, ma come fissamento della discesa."

L'editore - "Canti Gravitazionali... il senso che traspare è forte! Ma perché questo titolo?".

Alessandro - " “Canti” da intendere come dissertazioni artistiche, echi atavici sino ad un che di mitologico, intrinsechi di soddisfare l'aspetto immaginativo e creativo umano in una configurazione autoreferenziale trasmissiva intesa sotto l'aspetto della forma - non senza una esplicita menzione in particolar modo ai canti leopardiani, o, volendo, i Canti di Maldoror, ecc.
“Gravitazionali”, invece, non fa altro che alludere alla condizione di gravità a cui sono sottoposte le cose, ovvero, come la intendo io in questa raccolta, una forza dai tratti epistemologici che trascina inevitabilmente verso il basso, provocando solo discese, insomma un movimento verticale di caduta, che, nelle poesie, chioso trasmettendo tale nozione fisica ad un contesto umano e soprattutto concettuale."

 

Alessandro Maccagni

Alessandro Maccagni

Alessandro Maccagni ('92) è nato a  Camposampiero (PD) e vive a Cadoneghe, in provincia di Padova. Tende a conciliare una razionalità fisico-matematica ad espressioni di pura avanguardia. Questa è la sua prima opera poetica.

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"Il mio stile poetico riesco a definirlo soltanto in prossimità di considerazioni staccate da canoni e correnti. Tuttavia lo si può ritenere uno stile freddo, articolato di elementi meccanici, nichilista, patafisico, votato decisamente più che all'emozione, ad una presa in giro del pensiero, insomma una poetica fatta di concetti basati sul gelo della ratio o sulle alte temperature linguistiche, cioè creo giocattoli di parole, che rimbombano in se stessi in sche[r]mi definitori."

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